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 storia del premio




1985 - 1987
Oliveto è capofila della nuova iniziativa,che coinvolge anche i comuni di Contursi Terme, Colliano, Senerchia, Valva e Caposele. Per 3 anni la manifestazione propone mostre dell’artigianato locale, concerti, gare ga-stronomiche, concorsi di pittura. Al centro dei primi convegni, come è ovvio, le problematiche ambientali.

1988
E’ l’anno del salto in avanti. Una campagna pubblicitaria lancia un concorso nazionale di studi sul Mezzogiorno. Il tema è "Nord e Sud: oggi e domani". "L’obiettivo - ricorda Antonio Caiazza - è ambizioso: cercare le vie di un nuovo me-ridionalismo e di un nuovo modello di svi-luppo che possa fare finalmente a meno dell’assistenzialismo di stato". La giuria presieduta da Michele Tito, allora direttore del "Mondo" assegna il primo premio a Gianni Corbi per la sua inchiesta dal titolo "La nuova questione meridionale", apparsa su "Repubblica". Alla serata finale, condotta da Valerio Merola e Ramona Dell’Abate, prendono parte Nino Bonocore, Dori Ghezzi e Sandra Milo.

1989
La quinta edizione del Sele d’Oro si dà un tema volutamente provocatorio: "Chi frena il Mezzogiorno?". "Un titolo - spiega Caiazza - teso a puntare dritto al nocciolo della questione: chi è il colpevole?". Oltre a Giovanni Cervigni de "Il Giorno" e a Emanuele Imperiali de "Il Mattino", la giuria premia un lavoro inedito dal titolo "Il mito del divario" di cui sono autori Carlo Quadrino e Domenico Notari, giovani studenti della Facoltà di Sociologia dell’Università di Salerno. Nel corso del dibattito che precede la cerimonia di premiazione presentata da Daniele Piombi, l’allora direttore del TG 2 Alberto La Volpe dichiara: "occorre che qui da noi i politici siano più trasparenti". Già presagendo forse gli scenari futuri che andavano profilandosi nel Paese.

1990
"Una delle edizioni più ricche e riuscite",commenta Antonio Caiazza nella sua fedele ricostruzione della storia del Premio Sele d'Oro. Nel corso del convegno "Mezzogiorno, emigrazione ieri e oggi", emerge l'immagine di un Sud inteso come "crocevia" tra chi fugge e chi arriva da altri sud per cercare lavoro. E' un Sud "nero a metà", come recita una delle più belle canzoni di Pino Daniele, per l'occasione riarrangiata ed utilizzata come sigla della trasmissione televisiva della serata finale, offerta da Rai2. Premiati: Sebastiano Monti, docente dell'università di Salerno; Mario Piccinini de "Il Sole 24 ore"; Salvatore Cafiero, direttore dello Svimez; Gerardo Marotta, presidente dell'Istituto Italiano di Studi Filosofici. L'anziano uomo di cultura napoletano si lancia in una dura requisitoria verso quel ceto medio "ricco ed incolto" che ha espresso una classe politica ed amministrativa tutta proiettata sulla propria autoaffermazione. Lo spettacolo serale è un'esplosione di ritmi e melodie del Sud e del Mediterraneo, con ospiti di rilievo internazionale. Fra gli altri: Miriam Makeba, Richie Havens, Billy Preston, Roberto Murolo con Consiglia Licciardi.

1991
"Il Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo", è questo il tema della settima edizione del Sele d'Oro. Due strade che conducono verso culture e modelli di sviluppo differenti. Vengono premiati il direttore della rivista "Meridiana" Pietro Bevilacqua, il ricercatore Amedeo Lepore, i dottori Giuseppe Nitto e Pasquale Boccagna per le loro tesi di laurea. La serata finale, presentata una volta ancora dal giornalista del Tg2 Mimmo Liguoro, ospita nomi di primo riguardo: Rossana Casale, Biagio Antonacci, Nino D'Angelo.

1992
E' l'anno del sacrificio di Falcone e Borsellino. Il Sele d'Oro dà voce a un Sud che non vuole cedere di fronte a mafia e camorra. "Non siamo terra di frontiera" ribadiscono gli organizzatori del Premio, provocatoriamente intitolato "Dove finisce l'Italia?". Un riconoscimento speciale va alla giornalista francese Marcelle Padovani, autrice con Giovanni Falcone del libro "Cose di Cosa nostra". Premiati anche Gabriella Gribaudi, Carlo Trigilia, Gabriella Corona, e l'economista Mariano D'Antonio.

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