LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE
LABORATORIO PERMANENTE DI TEATRO
“TRADIZIONI & TRADIMENTO”
ANNO TERZO
Direzione ANTONIO CAPONIGRO
Consulenza Artistica MICHELE MONETTA
LA SAGRA
DEL SIGNORE DELLA NAVE
studio da Luigi Pirandello
con
Marta Clemente – Mariagiovanna Costabile – Davide Fasano - Alfredo Maria Gori Francesco Luongo - Noemi Manna – Giusy Nigro – Valentina Palmieri
Ivana Pizzuti - Lina Rio - Valentina Sarro – M. Rosaria Volpe
assistenza
Paolo Antoniello – Claudio Caponigro - Alessio Lardo
Emiliano Piemonte – Valeria Piemonte
regia
Antonio Caponigro
Giovedì 7 settembre
Prima replica ore 21,00 – Seconda ore 22,30
Sagrato Chiesa Madonna delle Grazie
Oliveto Citra (SA)
BREVI NOTE
E’ una commedia in un atto, tratta dalla novella “Il Signore della Nave” (1916); la stesura è dell’estate 1924. Il 2 aprile 1925 inaugurò, nella sala dell’Odescalchi di Roma, il Teatro d’Arte, fondato da Pirandello, che avrà poi come stella Marta Abba.
E’ la sagra che si celebra in occasione della macellazione del maiale, tradizionale avvenimento folkloristico in molti paesi; ma è anche il giorno del ringraziamento dei marinai “miracolati” che il Signore ha salvato dalla “mala morte”.
I due motivi si intrecciano: quello terreno e profano della macellazione del maiale, pur con il suo primitivo carattere sacro, e quello religioso di origine marinara, che venera il “Signore della Nave”, antico crocifisso insanguinato, già inchiodato sotto il boccaporto d’un legno levantino, portato in paese molti anni prima da “una ciurma forestiera”.
In questa atmosfera tutta percorsa dal gusto di una cultura primitiva, si svolge l’alterco centrale fra la Signora Lavaccara (nell’adattamento di Teatro dei Dioscuri) e il giovane pedagogo, maestro del figlio. La Signora è costernata perché, pentitasi all’ultimo momento, non è riuscita a ritirare dallo scannatotio il suo maiale Nicola, di cui rimpiange la non comune intelligenza. Il giovane pedagogo si ribella sostenendo con autorevolezza che le bestie non possiedono intelligenza, mentre anche nei minimi gesti degli uomini traspare quel dono divino.
Il paragone è con gli uomini che li circondano, i quali però con i loro gesti, con i loro atteggiamenti ben presto arrivano a smentire clamorosamente questa tesi, salvo poi a pentirsi dei propri misfatti. Il giovane pedagogo sottolinea, rivolto alla Signora Lavaccara, l’ambigua tragedia di questa umanità che s’ubriaca, s’imbestia e poi si pente e si mette a piangere.
Un barlume di religiosità illumina l’universale bestialità umana? Certo è che a distinguere il “porco e avvocato”, il “porco e notaio”, il “porco e orologiaio”, il “porco e farmacista” dall’ottusa animalità dei porci puri e semplici è soltanto questo contraddittorio brivido di terrore sacro.
La scelta di Teatro dei Dioscuri per la chiusura dell’Anno Terzo di Tradizioni&Tradimento è caduta su questo breve, ma intenso atto unico di Pirandello, in cui si intrecciano, così come nella natura umana, in maniera inscindibile il Sacro e il Profano.
Il gioco con gli allievi del Laboratorio Permanente è stato duro e divertente, la ricerca sull’uso delle voci, dei corpi, dei ritmi, dello spazio dell’Auditorium della S.Media “E. De Nicola”, completamente reinventato per l’occasione, è approdata con la “Nave del Teatro” a questa messinscena che rappresenta un anno di lavoro sul tema “Profanare il Sacro – Sacralizzare il Profano”, un anno che ha visto succedersi ben otto Incontri del percorso antropologico 2006, oltre alla grande iniziativa della 2^ R.S.&T., la Rassegna Nazionale Scuola&Teatro, che vede protagonisti, tra gli organizzatori, oltre a Teatro dei Dioscuri, il Comune di Campagna, i cinque Istituti del territorio, la Pro loco.
“TRADIZIONI & TRADIMENTO”
ANNO TERZO
Direzione ANTONIO CAPONIGRO
Consulenza Artistica MICHELE MONETTA
LA SAGRA
DEL SIGNORE DELLA NAVE
studio da Luigi Pirandello
con
Marta Clemente – Mariagiovanna Costabile – Davide Fasano - Alfredo Maria Gori Francesco Luongo - Noemi Manna – Giusy Nigro – Valentina Palmieri
Ivana Pizzuti - Lina Rio - Valentina Sarro – M. Rosaria Volpe
assistenza
Paolo Antoniello – Claudio Caponigro - Alessio Lardo
Emiliano Piemonte – Valeria Piemonte
regia
Antonio Caponigro
Giovedì 7 settembre
Prima replica ore 21,00 – Seconda ore 22,30
Sagrato Chiesa Madonna delle Grazie
Oliveto Citra (SA)
BREVI NOTE
E’ una commedia in un atto, tratta dalla novella “Il Signore della Nave” (1916); la stesura è dell’estate 1924. Il 2 aprile 1925 inaugurò, nella sala dell’Odescalchi di Roma, il Teatro d’Arte, fondato da Pirandello, che avrà poi come stella Marta Abba.
E’ la sagra che si celebra in occasione della macellazione del maiale, tradizionale avvenimento folkloristico in molti paesi; ma è anche il giorno del ringraziamento dei marinai “miracolati” che il Signore ha salvato dalla “mala morte”.
I due motivi si intrecciano: quello terreno e profano della macellazione del maiale, pur con il suo primitivo carattere sacro, e quello religioso di origine marinara, che venera il “Signore della Nave”, antico crocifisso insanguinato, già inchiodato sotto il boccaporto d’un legno levantino, portato in paese molti anni prima da “una ciurma forestiera”.
In questa atmosfera tutta percorsa dal gusto di una cultura primitiva, si svolge l’alterco centrale fra la Signora Lavaccara (nell’adattamento di Teatro dei Dioscuri) e il giovane pedagogo, maestro del figlio. La Signora è costernata perché, pentitasi all’ultimo momento, non è riuscita a ritirare dallo scannatotio il suo maiale Nicola, di cui rimpiange la non comune intelligenza. Il giovane pedagogo si ribella sostenendo con autorevolezza che le bestie non possiedono intelligenza, mentre anche nei minimi gesti degli uomini traspare quel dono divino.
Il paragone è con gli uomini che li circondano, i quali però con i loro gesti, con i loro atteggiamenti ben presto arrivano a smentire clamorosamente questa tesi, salvo poi a pentirsi dei propri misfatti. Il giovane pedagogo sottolinea, rivolto alla Signora Lavaccara, l’ambigua tragedia di questa umanità che s’ubriaca, s’imbestia e poi si pente e si mette a piangere.
Un barlume di religiosità illumina l’universale bestialità umana? Certo è che a distinguere il “porco e avvocato”, il “porco e notaio”, il “porco e orologiaio”, il “porco e farmacista” dall’ottusa animalità dei porci puri e semplici è soltanto questo contraddittorio brivido di terrore sacro.
La scelta di Teatro dei Dioscuri per la chiusura dell’Anno Terzo di Tradizioni&Tradimento è caduta su questo breve, ma intenso atto unico di Pirandello, in cui si intrecciano, così come nella natura umana, in maniera inscindibile il Sacro e il Profano.
Il gioco con gli allievi del Laboratorio Permanente è stato duro e divertente, la ricerca sull’uso delle voci, dei corpi, dei ritmi, dello spazio dell’Auditorium della S.Media “E. De Nicola”, completamente reinventato per l’occasione, è approdata con la “Nave del Teatro” a questa messinscena che rappresenta un anno di lavoro sul tema “Profanare il Sacro – Sacralizzare il Profano”, un anno che ha visto succedersi ben otto Incontri del percorso antropologico 2006, oltre alla grande iniziativa della 2^ R.S.&T., la Rassegna Nazionale Scuola&Teatro, che vede protagonisti, tra gli organizzatori, oltre a Teatro dei Dioscuri, il Comune di Campagna, i cinque Istituti del territorio, la Pro loco.


