05 settembre 2006

LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE

LABORATORIO PERMANENTE DI TEATRO

“TRADIZIONI & TRADIMENTO”
ANNO TERZO

Direzione ANTONIO CAPONIGRO
Consulenza Artistica MICHELE MONETTA

LA SAGRA
DEL SIGNORE DELLA NAVE
studio da Luigi Pirandello

con

Marta Clemente – Mariagiovanna Costabile – Davide Fasano - Alfredo Maria Gori Francesco Luongo - Noemi Manna – Giusy Nigro – Valentina Palmieri
Ivana Pizzuti - Lina Rio - Valentina Sarro – M. Rosaria Volpe

assistenza

Paolo Antoniello – Claudio Caponigro - Alessio Lardo
Emiliano Piemonte – Valeria Piemonte

regia
Antonio Caponigro

Giovedì 7 settembre
Prima replica ore 21,00 – Seconda ore 22,30
Sagrato Chiesa Madonna delle Grazie
Oliveto Citra (SA)

BREVI NOTE
E’ una commedia in un atto, tratta dalla novella “Il Signore della Nave” (1916); la stesura è dell’estate 1924. Il 2 aprile 1925 inaugurò, nella sala dell’Odescalchi di Roma, il Teatro d’Arte, fondato da Pirandello, che avrà poi come stella Marta Abba.
E’ la sagra che si celebra in occasione della macellazione del maiale, tradizionale avvenimento folkloristico in molti paesi; ma è anche il giorno del ringraziamento dei marinai “miracolati” che il Signore ha salvato dalla “mala morte”.
I due motivi si intrecciano: quello terreno e profano della macellazione del maiale, pur con il suo primitivo carattere sacro, e quello religioso di origine marinara, che venera il “Signore della Nave”, antico crocifisso insanguinato, già inchiodato sotto il boccaporto d’un legno levantino, portato in paese molti anni prima da “una ciurma forestiera”.
In questa atmosfera tutta percorsa dal gusto di una cultura primitiva, si svolge l’alterco centrale fra la Signora Lavaccara (nell’adattamento di Teatro dei Dioscuri) e il giovane pedagogo, maestro del figlio. La Signora è costernata perché, pentitasi all’ultimo momento, non è riuscita a ritirare dallo scannatotio il suo maiale Nicola, di cui rimpiange la non comune intelligenza. Il giovane pedagogo si ribella sostenendo con autorevolezza che le bestie non possiedono intelligenza, mentre anche nei minimi gesti degli uomini traspare quel dono divino.
Il paragone è con gli uomini che li circondano, i quali però con i loro gesti, con i loro atteggiamenti ben presto arrivano a smentire clamorosamente questa tesi, salvo poi a pentirsi dei propri misfatti. Il giovane pedagogo sottolinea, rivolto alla Signora Lavaccara, l’ambigua tragedia di questa umanità che s’ubriaca, s’imbestia e poi si pente e si mette a piangere.
Un barlume di religiosità illumina l’universale bestialità umana? Certo è che a distinguere il “porco e avvocato”, il “porco e notaio”, il “porco e orologiaio”, il “porco e farmacista” dall’ottusa animalità dei porci puri e semplici è soltanto questo contraddittorio brivido di terrore sacro.
La scelta di Teatro dei Dioscuri per la chiusura dell’Anno Terzo di Tradizioni&Tradimento è caduta su questo breve, ma intenso atto unico di Pirandello, in cui si intrecciano, così come nella natura umana, in maniera inscindibile il Sacro e il Profano.
Il gioco con gli allievi del Laboratorio Permanente è stato duro e divertente, la ricerca sull’uso delle voci, dei corpi, dei ritmi, dello spazio dell’Auditorium della S.Media “E. De Nicola”, completamente reinventato per l’occasione, è approdata con la “Nave del Teatro” a questa messinscena che rappresenta un anno di lavoro sul tema “Profanare il Sacro – Sacralizzare il Profano”, un anno che ha visto succedersi ben otto Incontri del percorso antropologico 2006, oltre alla grande iniziativa della 2^ R.S.&T., la Rassegna Nazionale Scuola&Teatro, che vede protagonisti, tra gli organizzatori, oltre a Teatro dei Dioscuri, il Comune di Campagna, i cinque Istituti del territorio, la Pro loco.

04 settembre 2006

Al Sele la Compagnia MALOCCHI & PROFUMI di Forlì


Martedì 5 settembre ore 21.00 presso l'Auditorium comunale in via Sandro Pertini la compagnia MALOCCHI & PROFUMI di Forlì presenta "ORATORIO PER POPOLI IN ESILIO", testo e regia di Maria Letizia Zuffa.


Questo spettacolo fa parte di una trilogia che è intitolata "Armati mio cuore :la recita dell'esilio". E' il lavoro a cui il nostro gruppo si è dedicato nella prima parte del 2006 . Abbiamo scelto tre temi per l’ESILIO: il mito , da cui è nato LA STRANIERA: IL CIRCO DI MEDEA ,i “costretti” a lasciare la propria terra , da cui è nato LA RECITA DELL'ESILIO , il conflitto ebreo-palestinese , da cui è nato ORATORIO PER POPOLI IN ESILIO.
Tutta la vita si potrebbe paradossalmente certificare che è esilio , abbiamo ricordato i grandi esili che stanno alla base della nostra cultura occidentale per interrogarci sugli esili odierni, compresi quelli personali.


Per parlare di ebrei e palestinesi fra le mille possibilità ho scelto di narrare drammaturgicamente i giorni dell'evacuazione dei coloni ebrei dalla striscia di Gaza…. Agosto 2005 .
Quello che è successo un anno fa è stata l’occasione per indagare su una tragedia che dura ormai da 100 anni :Ebrei ,Palestinesi . Il vaso di Pandora del ventesimo e ventunesimo secolo e da questo vaso escono le storie antiche , i dolori antichi , le speranze , le passioni , gli odi e gli amori di oggi. Penso che ,forse, l'intenzione israeliana di anno scorso era un'intenzione di pace , pur chiaroscurata dalle buone opportunità che il governo di Sharon ricavava dallo sgombero dei coloni ,specie a livello internazionale.Ma poi siamo arrivati a luglio 2006: la guerra , il Libano , gli Hezbollah. Ci si chiede sempre di chi è la colpa , gli europei dicono che la colpa è di Israele , perchè , pur con il trattato di Oslo ha perseguito la politica di colonizzazione per non scontentare la destra interna , ma è anche vero che Israele ha fatto numerosi tentativi di pace che si sono scontrati sempre con l'ambiguità di Arafat. Ma Israele non può dimenticare il Medio Oriente , al di là di ogni manicheismo , chi è il buono , chi è il cattivo . Il nuovo Medio Oriente che sta alle costole di Israele è galvanizzato dai successi militari di Hezbollah , senza più il gendarme Stati Uniti alle spalle , da quando Bush , contro ogni raziocinio , è andato a impantanarsi in Iraq. C'è in Medio Oriente una rivoluzione rampante , che sta salendo. Il peso dell'Islamismo è decuplicato.
Riporto un breve stralcio dell'orazione funebre dello scrittore David Grossmann in morte del figlio Uri ucciso in battaglia il 14 agosto 2006, perchè esprime esattamente l'essenza di ORATORIO PER POPOLI IN ESILIO: "...Era un ragazzo con dei valori , parola molto logorata e schernita negli ultimi anni. Nel nostro mondo a pezzi e crudele e cinico non è "tosto" avere dei valori. O essere umani. O sensibili al malessere del prossimo anche se quel prossimo è il tuo nemico sul campo di battaglia . Ma io ho imparato da Uri che si può e si deve essere sia l'uno che l'altro. che dobbiamo difendere noi stessi e la nostra anima. Insistere a preservarla dalla tentazione della forza e da pensieri semplicistici , dalla deturpazione del cinismo , dalla volgarità del cuore e dal disprezzo degli altri , che sono la vera , grande maledizione di chi vive in un'area di tragedia come la nostra....."
m.l.zuffa

03 settembre 2006

Al Sele la Compagnia COSTELLAZIONE di Formia


Lunedi 4 settembre ore 21.00 presso l'Auditorium comunale in via Sandro Pertini la compagnia COSTELLAZIONI di Formia presenta "IL FOLLE" di R. Costantini - G. Pirisa, regia di Roberta Costantini.

Le vicende si svolgono in luoghi volutamente imprecisati ed imprecisabili; esse riguardano una famiglia le cui sorti si sviluppano intorno alla figura di un folle, affidato ad un battello alla deriva (come nella “Nave dei folli” di Hyeronimus Bosch) allontanato perché raccontava cose incredibili.
Nato dal parto di tre gemelli, da una madre prostituta vittima di uno stupro, Folle sostiene di avere assistito alla sua nascita.
Imbarcato da chi non gli crede sotto gli occhi di sua madre e dei suoi due gemelli di cui uno soffre l’impotenza di non potergli evitare l’abbandono e l’altra pare non curarsene.
Ecco le quattro figure del dramma: Madre, Folle, Fratello, Sorella.
Nelle sue storie allucinate, sotto il ritmo incessante di voci familiari ed inquietanti, Folle, alla perenne ricerca dei suoi, va visitando luoghi finché arriva tra persone che finalmente lo ascoltano: persone in carne ed ossa che sostituiscono Ermafrodito, creatura semidivina, amico immaginario, amante dei chiari di luna e dei sogni d’amore, Ermafrodito con cui Folle ha un rapporto stretto e profondissimo, quasi di identità.
Madre cresce i tre alti destini della follia, del bene (Fratello) e del male (Sorella) fino alle estreme conseguenze perché Fratello e Sorella si combatteranno come i primi fratelli della storia, ripetendo concretamente e simbolicamente l’eterna lotta tra il bene e il male che nasce dall’odio. Folle sente la portata universale di questa lotta e sente l’urgenza di parlarne per indicare che è questa la vera follia che solamente il suo sogno d’amore può superare. Egli lo fa esortandoci a credere in ciò che sostiene di aver visto “con la mente, come con gli occhi”.
Ma la sua storia è realmente accaduta? E’, cioè, fatto concreto o, ancora una volta, è delirio di un folle che diventato razionalmente demente in compagnia dei matti imbarcati con lui, affida le sue verità visionarie all’acqua? A voi

GRANDI MANOVRE di Forlì al Premio Sele d'Oro 2006


Domenica 3 settembre ore 21.00 presso l'Auditorium comunale in via Sandro Pertini la compagnia Grandi Manovre di Forlì presenta "IL COMMERCIO DEL DISORDINE: LE DONNE DI BERTOLD BRECHT" testo e regia di Loretta Giovannetti.

Giovanna dei Macelli commercia Dio fra gli operai odorosi di fame crudele in tempi tetri di sanguinoso smarrimento, Madre Courage non si lascia mangiare dai vermi della guerra, la guerra la nutre meglio della pace, Jenny dell’Opera da Tre soldi senza un uomo non sa di esistere…
In scena “il mondo misero e feroce” che Brecht ci soffia nella coscienza, dove incontri donne dagli occhi grandi, miserie che saltano alla gola, gesti crudeli, perché crudele è l’assenza; povertà svuotate e grottesche, perché senza grazia è l’urlo del bisogno.
E’ la voglia disperata di vivere, dove la vita è una parodia senza fronzoli.
L’umanità scompare nella fame nuda dove stomaco e viscere comandano sul cuore. E il cuore, i miei attori, se lo squarciano per non fingere, in un contesto di sudore e paura, di energia e rischio scomodo, senza convenienze. Eppur divertendosi in un atto di fiducia totale, pericoloso e scomodo verso il Teatro, che come la vita è ancora capace di ispirare speranza e, perché no, emozione.
Le donne di B.B. sono le disordinate docenti di questa accademia sgangherata e pericolosa.
Il montaggio del “Commercio” si è articolato in un intensivo partito con uno stage sull’espressività corporea e l’energia acrobatica condotto da Luca Piallini l’8 e 9 aprile dove 20 attori hanno affrontato una selezione che ha poi formato il cast di 14 attori. Dal 1° maggio ogni sera abbiamo cercato di dare corpo e anima ad un testo dove le donne di Brecht e il Coro dei miserabili sono coprotagonisti. Con fatica e passione assoluta. Il 24 maggio 2006 abbiamo debuttato sul palcoscenico del Diego Fabbri, nella Rassegna di Teatro contemporaneo ALTROTEATRO. Una produzione del Cantiere Internazionale Teatro Giovani in compagnia del grande Brecht, un evento che vuole dare al pubblico almeno parte dell’energia e dell’emozione vissuta dal gruppo e dalla sua regista. Al pubblico e ai giurati il giudizio finale.